Fantasticherie?

By cherimus,


Bisu è una parola sarda e significa sogno.
E sogno è una parola-mondo: serve una mappa per non perdersi nella moltitudine di suoi significati e sfumature.
Semplificando ci sono i sogni che facciamo mentre dormiamo e ci sono quelli a occhi aperti. Questi ultimi ci bloccano sul posto, sotto incantesimo, occhi fissi a guardare oltre il visibile. “Ha la testa tra le nuvole!” si dice spesso di chi è distratto, di chi si trova proiettato in un altro piano di realtà e nel frattempo non trova le chiavi di casa.
E mentre la porta resta chiusa e le chiavi chissà dove, in quelle nuvole si svolgono battaglie epiche tra draghi, si trovano soluzioni a problemi matematici insoluti, riaffiora un ricordo così incastrato negli abissi da cambiarci il corso della giornata.
Ci si vede da sopra, a volo d’uccello, in un futuro neanche troppo remoto o in un presente alternativo: medici o astronauti, inventori, sulla cima di un monte, in mezzo al mare, con un amico a parlare in un tramonto che non finisce, immersi nella fantascienza di noi stessi.


Nei sogni a occhi aperti vengono alla luce pezzi di sé e della propria relazione con il mondo che altrimenti resterebbero nascosti. In quello stato di apparente disconnessione dalla realtà ci si connette a qualcosa di più profondo, più vicino al nocciolo.
Quando poi troviamo il coraggio di parlare di questi volteggiamenti, anche se il loro senso ci appare ancora opaco e inutile, qualcuno dirà: “Sono solo fantasticherie!”. Qualcun altro, invece, sentirà risuonare forte quel sogno perché somiglia al proprio e dirà: “Aspetta. Questo sogno è troppo bello. L’ho fatto anch’io. Non è stupido, vero? Dobbiamo afferrarlo e portarlo sulla terra, dobbiamo farlo esistere”.



I sogni che facciamo di notte restano incapsulati nei fondali di noi stessi. Quelli a occhi aperti, se decidiamo di seguirli, rimbalzano giù dalle nuvole come una palla da basket. E a quel punto non si può fare da soli: bisogna giocare la palla, formare una squadra, una comunità capace di far esistere quel sogno, grande o piccolo che sia.


Bisu TV comincia da qui: dall’osservazione di questi strappi nel tessuto della realtà quotidiana, dall’esercizio di guardarci attraverso, senza vergogna, come parte della costruzione del sé e del noi.
Come riusciremo, concretamente, ad afferrare questi sogni? L’antenna di Bisu TV sarà in grado di captarli e ritrasmetterli?



La storia comincia nel prossimo post. Buon viaggio.

L’antenna di Bisu TV

By cherimus,

L’antenna di Bisu TV all’inizio comincia a captare segnali debolissimi.
Un disegno.
Una frase detta sottovoce.
Una passione.
Una canzone preferita.
Un animale del cuore.

Gli artisti aiutano a orientare l’antenna: a poco a poco il segnale si fa più nitido. Non serve spiegare tutto, né essere abili con le parole. Ogni linguaggio va bene. Non siamo più a scuola anche se ci circonda la classe. Regole cambiate: si può sbagliare, anzi l’errore è prezioso. Non ci sono voti, conseguenze, giudizi di sorta. Ogni frase, ogni disegno, ogni sorriso, è un’onda.

E alla fine tutte queste onde trovano posto sulla lavagna, ancora con il gesso, vecchia maniera.
Ogni nome è associato a qualcosa che il giovane studente ha voluto condividere.
Tutto è più chiaro. Esempio:

Questa lavagna è il punto di partenza, il campo base. Da quei primi segnali, ancora deboli, nascono le idee, i gruppi di lavoro e, poco alla volta, le storie. Quelle storie diventano racconti, dialoghi, costumi, scene, riprese. Diventano cortometraggi, videoclip, schegge video, frammenti del proprio mondo.

Nella galleria di immagini che seguono ripercorriamo in ordine sparso le attività che hanno portato alle riprese del primo corto realizzato.

INTRODUZIONE: 1/3 Cos’è un limone di lana?

By cherimus,

I limoni di lana esistono. Ne ho visto uno a Is Meis e a quanto pare tutto ha avuto inizio da lì. Ma non corriamo troppo. L’ anno scolastico a cavallo tra il 2025 e il 2026 (e oltre! Le attività stanno continuando anche durante l’estate) sta vedendo impegnati tant3 e tant3 artist3 di tutte le discipline in azione dentro e fuori le scuole del Sulcis. A nominarl3 tutt3 ci vorrebbe un paragrafo ma proviamo a farlo! In ordine sparso:

Francesco Medda Arrogalla, Elia Longu e Francesco Portas (Trigariu), Valucre, Luca Carboni (Oreri), Gioia Matta, Laura Ennas, Martina Celani, Daniela Fiabol, Daniela Cimino, Annapina Buttiglieri, Stefano Farris e Raimonda Mercurio (Antas/Quinte Emotive), Roberta Soldi, Matteo Rubbi, Marco Salaris, Carlo Spiga, Stefania Galegati, Jacopo Longu

Potrebbe sembrare una di quelle liste da comunicato stampa di una mostra particolarmente grossa, da manifesto 6mt x 3, ma invece no, è stato un impegno di mesi e mesi e mesi dentro e fuori le scuole del Sulcis, dove l3 Artist3 hanno creato cose meravigliose insieme a più di 100 giovanissim3 student3 e l3 hanno accompagnat3 a vivere e guardare il territorio in cui vivono con occhi diversi.

Una brulicante comunità artistica, che prima non esisteva, ha preso forma, una forma libera, aperta, sinuosa, indefinita in senso buono, come gli spazi aperti che fino al giorno prima non hanno alcuna destinazione e che ora all’improvviso le hanno tutte. Questione di sguardo, questione di potere.

Negli spazi interstiziali di un fitto calendario scolastico sono venute fuori storie, a stormi volteggianti. Alcune di queste da orali sono diventate scritte, anche giocando con vecchie ma mai stanche tecniche d’avanguardia (leggi dadaismo, lettrismo, fluxus), alcune sono rimaste orali, fresche di improvvisazione e accompagnate organicamente con suoni altrettanto inaspettati. Alcune storie sono nate in forma di disegno, a partire da personaggi e trame note (come il Lupo e Cappuccetto Rosso nella rivisitazione a 360° della storia da parte di Fiabol, o la gabbianella Fortunata e il gatto Zorba) altre creando di sana pianta un intero mondo (l’elefante Banana e il mondo sotterraneo di Villaserpentuccio). Il calendario delle attività estive sta offrendo all3 iscritt3 una continuità al di là della scuola: giocare insieme, fare musica, inventare e costruire cose divertendosi diventa il normale modo di interagire e essere comunità.

Nell’intreccio tra discipline diverse e dalla loro interazione prendono forma lavori corali dove il guizzo individuale è sempre centrale e destrutturante. Videoclip, cortometraggi, piece teatrali, performance, canzoni, pubblicazioni, esplorazioni artistiche del territorio e tanto altro tracciano un’immagine diversa da quella che caratterizza il Sulcis dall’esterno, delle classifiche dei quotidiani o riviste nazionali per esempio. Non un territorio immobile, depresso o ancestrale, ma arrembante e mai fermo, dove tutto è possibile e immaginabile, dove il futuro è domani, a portata di mano.

Tutto il lavoro che qui presentiamo è inscritto nell’ambito di due progetti finanziati dalla Struttura di progetto PRNN. “Dai Nuraghi alle stelle, percorsi educativi alla scoperta del territorio” (Partner di progetto: Antas, IC Satta Carbonia, Comune di Perdaxius, Cooperativa sociale Millepiedi, Fondazione MACC, Gli Amici di Birba ASD) e “TAM TAM, percorsi educativi con Teatro, Arte e Musica” (Partner di progetto: Quinte Emotive, Comune di Carbonia, Comune di Perdaxius, Gli Amici di Birba ASD, Cooperativa sociale Millepiedi), IC Satta Carbonia) hanno permesso di coniugare educazione, espressione di sé, empowerment, conoscenza del proprio territorio, grazie alla collaborazione con partner, sia istituzionali sia del terzo settore, fortemente radicati sul territorio e grazie ad una attività continuativa e diversificata


INTRODUZIONE 2/3: Dai nuraghi alle stelle

By cherimus,

Il progetto contrasta la povertà educativa nel distretto socio-sanitario di Carbonia, coinvolgendo 126 bambini tra i 5 e i 10 anni in un percorso di educazione non formale e informale volto a valorizzarne talenti, competenze e partecipazione attiva.

Attraverso un approccio multidisciplinare che integra arti visive e performative, sport, attività con gli animali, esplorazione del patrimonio archeologico, culturale e naturalistico e osservazione del cielo, i bambini avranno l’opportunità di sviluppare competenze umanistiche, scientifiche e artistiche, rafforzare autostima, curiosità e senso critico, migliorare le capacità relazionali e consolidare il legame con la comunità e il territorio.

Il progetto si articola in quattro azioni: Emersione dei talenti, per valorizzare interessi e attitudini dei partecipanti; Facciamo squadra, dedicata alla conoscenza di sé e alla collaborazione attraverso attività espressive, sportive e a contatto con gli animali; Piccoli esploratori, che prevede visite al patrimonio nuragico, botanico e artistico della Sardegna e attività di osservazione del cielo; La storia dei nuraghi e delle stelle, in cui le esperienze vissute vengono rielaborate attraverso linguaggi artistici per realizzare interventi di riqualificazione degli spazi scolastici e una pubblicazione illustrata che raccoglie il racconto dei bambini sul territorio.

L’intero percorso è accompagnato da un dialogo costante con la comunità educante e con le famiglie, coinvolte direttamente nelle attività di esplorazione e nella realizzazione delle opere artistiche finali.

INTRODUZIONE 3/3: TAM TAM

By cherimus,

Il progetto mira a contrastare la povertà educativa e promuovuore la crescita
armonica di un gruppo di 114 bambini fra i 5 e i 10 anni del distretto di
Carbonia, grazie ad un approccio centrato sulla valorizzazione dei loro talenti,
interessi e potenzialità, attraverso l’utilizzo di forme espressive contemporanee
(nel campo delle arti visive, della musica e del teatro in particolare) e delle
nuove tecnologie ad esse associate. L’intervento si svilupperà attorno ad
attività laboratoriali aperte, tese a sviluppare un’ampio ventaglio di
competenze in ambito artistico, umanistico, tecnologico e comunicazionale. I
laboratori avverranno sia in periodo scolastico che durante campi estivi
specificamente dedicati ad essi e si articoleranno in sessioni dedicate al : 1)
riconoscimento precoce delle emozioni e dei talenti; 2) approfondimento dei
linguaggi espressivi contemporanei; 3) ideazione di eventi pubblici finali
(mostra, trasmissione radio e piece teatrale).

Informativa relativa ai contributi pubblici ricevuti nell’anno 2025

By cherimus,

Ai sensi della L. n. 124/2017, art. 1 co. 125 – 129 , modificata con L. n. 58/2019, pubblichiamo l’informativa relativa ai contributi pubblici ricevuti nell’anno solare 2025 da Cherimus

CF 90024830920

Soggetto erogante: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Importo: 74.999,82

Data di incasso: 09/12/2025

Causale contributo: TAM TAM: percorsi educativi con Teatro Arte e Musica- CUP J44C25000270004, nell’ambito del PNRR M5C3 – Investimento 1.3 – Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore – finanziato dall’Unione europea Next Generation EU

Soggetto erogante: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Importo: 54.464,55 € €

Data di incasso: 07/08/2025

Causale contributo: Progetto Bisu Tv – CUP E44C22001120004; – Bando PNRR M5C3 – Investimento 1.3 – Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore- finanziato dall’Unione europea Next Generation EU

Soggetto erogante: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Importo: 74.999,00

Data di incasso: 12/02/2025

Causale contributo: Progetto Dai nuraghi alle stelle. Percorsi educativi alla scoperta del territorio – CUP J44C23000350004 – Nell’ambito del PNRR M5C3 – Investimento 1.3 – Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore – finanziato dall’Unione europea Next Generation EU

Soggetto erogante: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Importo: 69.726,26 €

Data di incasso: 31/01//2025

Causale contributo: Progetto Bisu Tv – CUP E44C22001120004; – Bando PNRR M5C3 – Investimento 1.3 – Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore- finanziato dall’Unione europea Next Generation EU

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1^ Una scuola grande come il mondo (2024-2025)

By cherimus,

Cosmo e costellazioni, Isole fantastiche, libri fatti con le patate, casette di frasche, viaggi nel tempo, avventure con amici a quattro zampe. Dov’è la scuola in tutto questo? E se la scuola diventasse tutto il mondo? Partendo dalla poesia di Gianni Rodari etc etc

SFONDO

By cherimus,

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Storie nel cielo del Sulcis

By cherimus,

Il territorio di Perdaxius, così come i comuni circostanti, è prevalentemente rurale e scarsamente popolato rispetto a molti territori italiani ed europei, massicciamente urbanizzati; questo ha protetto il territorio dall’inquinamento luminoso. Il cielo notturno del Sulcis è sufficientemente buio da poter vedere ad occhio nudo tutte le stelle descritte dai cataloghi storici più importanti, dall’Almagesto di Tolomeo al Libro delle stelle fisse di Al-Sufi. Ma può diventare anche il pretesto per lasciare spazio al desiderio dei bambini e ragazzi di raccontarsi e di potersi rapportare a sé stessi, agli altri e all’universo.

L’attività prevede serate di osservazione del cielo dedicate a bambini e adolescenti aperte anche alle famiglie, incontri di approfondimento sulla storia dell’osservazione del cielo, le origini delle costellazioni più famose, i nomi delle stelle.
Bambini e ragazzi individueranno stelle e costellazioni, ridisegneranno la mappa del cielo, reinterpretando con la loro fantasia le figure storiche per poi immaginare nuove storie inventate da loro e disegnare figure che appartengono alla loro esperienza, ai loro desideri, al loro futuro: una nuova mappa del cielo del Sulcis.

Scacco Matto

By cherimus,

Scacco Matto è il titolo di un murale realizzato all’interno dell’I.T.C.G. Angioy di Carbonia nell’ambito di una serie di laboratori che hanno coinvolto la classe 4A dell’indirizzo Grafica e comunicazione, condotti dall’artista Gioia Matta in collaborazione con Martina Celani.

Nell’incontro introduttivo, dedicato ad un brainstorming / confronto sviluppato attraverso la tecnica del collage, gli studenti hanno selezionato immagini, parole e frasi tratte da giornali locali e riviste internazionali.
Sulla base di questo materiale, abbiamo ragionato insieme su come intervenire su un muro bianco esterno messo a disposizione dalla scuola. La scelta è stata quella di affrontare il tema della guerra e della sua rappresentazione: spesso raccontata come un gioco di strategie e mosse, viene qui tradotta nel linguaggio degli scacchi.
Il murale raffigura un campo di battaglia trasformato in una scacchiera. Due squadre si fronteggiano: quella arancione gioca secondo le regole, mentre quella verde distrugge con una mano le pedine avversarie, giocando quindi slealmente. Rimane un solo pedone della squadra arancione, il più debole, che riesce però a fare scacco matto e a ribaltare l’esito della partita. Un’immagine semplice per affermare un messaggio chiaro: la guerra non è un gioco.


L’artista Gioia Matta, ideatrice del laboratorio realizzato in collaborazione con Martina Celani