Avventure straordinarie
Nell’ottobre 2025 l’artista Crisa ha guidato una serie di laboratori dedicati all’arte dei murales, di cui l’artista è uno degli esponenti più esperti, all’interno dell’Istituto Gritti di Carbonia.
I disegni delle creature fantastiche disegnate dagli studenti sono diventati la base per la decorazione della parete esterna della palestra che si affaccia sul cortile e su un campo da basket.
Alcune delle creature scelte dagli studenti sono ispirate dal fenomeno contemporaneo dei brainrot, ma reinventate in una chiave più personale.













Questa edizione di Caro Giacomo, la prima dopo qualche anno di stop, non è stata solo celebrazione, ma un’esplorazione artistica e comunitaria.
Le opere in mostra durante i giorni della festa, dal 24 al 27 luglio, sono state create insieme ai bambini e alle bambine del paese che nei giorni precedenti la processione hanno partecipato a una serie di laboratori pensati per stimolare l’immaginazione e il pensiero creativo.
Sono nate così le bandierine realizzate da Martina Celani con la tecnica fotografica della cianotipia, che ritraggono gli abitanti del paese immortalati da Gioia Matta nell’utopistico desiderio di censirli tutti, perché “le persone sono la festa”.
Nello spazio espositivo situato in Piazza Dante è stato possibile ascoltare sette composizioni musicali inedite ideate da Elia Longu , Francesco Portas e Carlo Spiga a partire da testi e suoni nati durante il laboratorio di musica, attivabili attraverso la postazione musicale interattiva a disposizione degli spettatori.
Il 25 Luglio si è tenuta la processione dedicata a San Giacomo, patrono di Perdaxius, e le polaroid nate dagli scatti dei bambini stessi realizzati durante la processione (accompagnati da Martina Celani, Roberta Soldi e Anna Auricchio), ci hanno restituito il loro sguardo sulla festa.
* * *
STORIE AL VENTO
di Laura Ennas, Gioia Matta, Martina Celani, Anna Auricchio
Cosa succede quando si ricomincia da zero, dall’abc di una festa di paese? Una delle cose più riconoscibili di una festa sono le classiche bandierine triangolari colorate che passano sulle strade nei giorni di festa.
Quelle più utilizzate oggi sono di plastica leggera, costano poco, durano poco e si buttano via subito: oggetti effimeri, come i giorni di festa che presto volano via.
L’idea delle artiste Anna Auricchio, Martina Celani, Laura Ennas Gioia Matta è di rendere questo elemento distintivo della festa durevole e unico senza l’acquisto di nuovi materiali, riutilizzando scampoli di tessuto recuperati nel paese e coinvolgendo la comunità nell’ideazione e realizzazione delle nuove bandierine.
Nel corso del mese di luglio sono state raccolte le stoffe (vecchi campionari, abiti dismessi, tessuti inutilizzati) e parallelamente il centro sociale di Perdaxius ha ospitato una serie di laboratori dove un gruppo di bambin* del paese ha scelto colori e composizioni, tagliato e assemblato le nuove bandierine assieme alle artiste.
Al termine del lavoro le bandierine sono state installate come ogni anno nella piazza di Perdaxius, attraversando il cielo nelle lunghe giornate estive di fine luglio. Invece che i classici colori a tinta unita delle bandierine comuni, le nuove bandierine offrivano a chi le guardava disegni, colori e texture inaspettate: uno degli elementi più caratteristici e per certi versi banali di una festa è diventato un momento di riflessione e condivisione, e ha dato forma ad un’opera d’arte pubblica che ora appartiene alla comunità e che può essere riallestita e arricchita di nuove bandierine per le occasioni di festa.













LE PERSONE SONO LA FESTA
di Gioia Matta, Martina Celani
La riflessione sulla festa non si ferma alle ghirlande di bandierine che addobbano la piazza del paese, ma si approfondisce e si intreccia alla fotografia ed in particolare al ritratto e alla cianotipia.
Che cosa è in fondo una festa, se non le persone che la compongono? E che cos’è una comunità?
E se sulle bandierine ci fossero le persone, i loro volti, i loro sguardi?












CACCIA ALLO SCATTO
di Martina Celani in collaborazione con Roberta Soldi
L’attività ha trasformato i bambini in cronisti d’eccezione durante la processione di san Giacomo; insieme hanno esplorato insieme Perdaxius armati di macchine fotografiche Polaroid, imparando a osservare con attenzione, scegliere il momento giusto per raccontare la festa, le strade e le persone attraverso le immagini. Gli scatti dei partecipanti sono stati successivamente svelati agli stessi fotografi e successivamente al pubblico all’interno dello spazio espositivo in piazza.











SUONI IN COSTRUZIONE
di Elia Longu, Francesco Portas e Carlo Spiga
Laboratorio alla scoperta del suono e dell’ascolto attraverso la realizzazione di piccoli strumenti musicali prodotti con materiali economici o di scarto e di una composizione sonora collettiva ispirata a Perdaxius. Durante i giorni della festa una parata musicale di bambin* ha percorso le strade del paese con intrecci sonori mai sentiti prima














LA GRANDE CACCIA AL TESORO DI PERDAXIUS
di Roberta Soldi e Laura Ennas,
Una grande caccia al tesoro, grande quanto Perdaxius, coinvolge l’intero paese, i suoi abitanti e le attività commerciali. I tesori sono burattini di terracotta realizzati da* bambin* del paese durante laboratori guidati dall’artista e scenografa Laura Ennas.
Dislocati in diversi punti di Perdaxius, i burattini segnano le tappe di una storia avventurosa costruita collettivamente. La caccia permette ai giovani partecipanti di esplorare angoli nascosti tra strade e case, osservarli con occhi nuovi e vivere un’avventura inaspettata.
















CASE E NEGOZI DI PERDAXIUS
di Carlo Spiga
Carlo Spiga lavora da anni nella realizzazione di piccole case di terracotta, studiando le forme e i materiali delle case dei paesi della Sardegna e del Sulcis. Nel 2015, insieme a Paolo Carta ha condotto una serie di laboratori con la comunità del quartiere Sant’Elia di Cagliari dal titolo “Case e giardini della Sardegna”. Da allora la riflessione sui modi dell’abitare e sul rapporto architettura e natura ha portato l’artista ed elaborare una originalissima produzione scultorea che per sua scelta viene mostrata solo all’interno di spazi pubblici o abitati, dove il piedistallo della scultura è il bancone di un bar, una mensola, un giardino.
Case e negozi di Perdaxius è una serie dedicata al paese che ogni anno ospita il Festival di Caro Giacomo; una casetta è stata posta all’interno dell’unico bar del paese, facendo compagnia a baristi e avventori nei giorni della festa.


CARO GIACOMO 2025 IN PIAZZA DANTE
Gli spazi, oggi inutilizzati, che nel tempo hanno ospitato tra le altre cose un negozio di abbigliamento e il macellaio del paese, si sono trasformati in un luogo in cui opere ed esperienze sono state restituite alla comunità, diventando anche un nuovo punto di incontro per gli abitanti durante i giorni di festa.







Between 29 October – 3 novembre 2025, as part of the “Ambassadors of Good Practice Programme, Creative FLIP” Cherimus hosted Nina Michailidou , from Cotranspose, a creative project aiming to reclaim inactive spaces through cultural and social interactions, based in the North-East part of Greece. The aim of the project was to to share methodologies for engaging local communities, while fostering meaningful connections between tradition and contemporary artistic practice. Together, we had a chance to exchange on our projects, our approach to art and community and future collaborations. We showed Nina around Perdaxius and the Sulcis area and had plenty of interesting conversations around practices.
Thank you Nina and see you soon!



















“Untraced Passages” è il titolo del primo ciclo di residenze del progetto Communities Between Islands.
Gli artisti del primo ciclo sono stati selezionati da Archipelago Network e hanno viaggiato tra Corsica e Sardegna concludendo il loro percorso a Syros nel mese di settembre 2023.
Elke Marhöfer, con il progetto ‘Exploring resilience: revisiting practices of wilderness’ (‘Esplorare la resilienza: una rilettura delle pratiche della natura’), si concentra su forme tradizionali di relazione all’ambiente per immaginare un futuro post energie fossili.
Con il lavoro ‘Resonant Rehearsal’ (Ripetizioni risonanti) Latent Community esplora gli effetti dell’inquinamento e delle attività delle industrie turistiche, militari e marittime sugli equilibri sociali ed ecologici delle tre isole.
Marianne Fahmy, con il film Laws of the Ruins (Le leggi delle rovine) sviluppa una ricerca sulle strutture idriche locali, antiche e moderne, come espressione di più ampi cambiamenti sociali e politici.
Elke Marhöfer
Exploring Resilience. Revisiting Practices of Wilderness
Rather than triggering dystopian feelings of shrinkage and fear in the face of a world without fossil fuels, Elke Marhofer aims to explore potentials of space for other-than-fossil-fuel perspectives. During her residency, the artist looks into a not-so-distant past, seeking to rediscover moments of indigenous and/or traditional ecological knowledge in consensus with the environments, such as chestnut culture in Corsica, the foraging of mushrooms and other edibles in Sardinia, and dry-wall farming in Syros. Working with local foragers, farmers, biologists and activists, the project aims to visit distinct vegetation zones on the islands with their variously disturbed environments, explore their current state of resilience and create awareness for the vulnerability of fragile environments.
Elke Marhofer studied Fine Art at SAIC Chicago and ISP Whitney Museum of American Art. Her work investigates ecological practices for human and nonhuman communities. She was awarded a PhD and Postdoc at Kyoto University, Japan. Her films were screened at the Flaherty NYC, Jeu de Paume Paris, Courtisane Ghent, Cinematek Brussels, Stockholm, Toronto & Tokyo, transmediale Berlin, BFI London, Berlinale Berlin, IFFR Rotterdam, Images Festival Toronto, Berlinische Galerie, Showroom London, Kyiv Biennale, Kaohsiung Taipei, Badischer Kunstverein, FCAC Shanghai, MFA Houston.

Elke Marhöfer durante una visita al sito prenuragico di Montessu, Villaperuccio

Elke Marhöfer mentre filma nei boschi del sito di Barrancu Mannu, Santadi





Alla ricerca dei tartufi insieme a Manuele Fanutza, gestore e cuoco del ristorante Letizia di Nuxis e fondatore dell’accademia di cucina “Letizia Food & Lab” nato con lo scopo di valorizzare le eccellenze enogastronomiche della Sardegna.




Presentazione del lavoro di Elke Marhöfer al MACC di Calasetta

Latent Community
Resonant Rehearsals
On all three islands Latent Community engage in extensive fieldwork and collaboration with local communities, environmental activists, and scientists focusing on how pollution and activities of the tourist, military and maritime industries affect social and ecological equilibriums in unpredictable ways. By listening to diverse voices and rendering images of damaged environments, they aim to map the polyphony of the liquid connections between Corsica, Sardinia and Syros. Their approach lies in repurposing military-developed sonic and image capturing technologies from extractivist surveillance devices into artistic tools for active stewardship and protection of endangered ecosystems and communities.
Latent Community is the interdisciplinary artist duo by visual artists and filmmakers Sotiris Tsiganos and Ionian Bisai. They work with the moving image in research-based projects as a tool to explore issues of social, political and ecological justice. Their interdisciplinary practice integrates extensive fieldwork with relational strategies and performative sequences as means to render forgotten memories, to amplify unheard voices and to explore overlooked ecosystems. Their work has been presented in various forums, including the Athens Biennale (2017), Documenta 14 – Public Programs (2017), Thessaloniki Documentary Festival (2020), Mediterranea 19 (2021), 23rd Sydney Biennale (2022).


Sotiris Tsiganos e Ionian Bisai di Latent Community esplorano il sito di Monteponi, Iglesias


Sotiris Tsiganos incontra l’ingegnere e poeta improvvisatore Francesco Capuzzi


Preparativi per riprese con il drone e registrazioni audio a Porto Pino


Sotiris Tsiganos con la tessitrice Orietta Marroccu, nel suo laboratorio di Domusnovas

Orietta Marroccu al lavoro

Registrazioni presso il laboratorio di Orietta Marroccu a Domusnovas

Sotiris Tsiganos e Ionian Bisai durante un momento della presentazione finale del progetto al MACC di Calasetta
Marianne Fahmy
Laws of the Ruins
During the residency, Marianne Fahmy expands her research on marginalized narratives related to sea and water. Coming from Alexandria, a city that has drowned numerous times throughout history, the artist seeks to address the criticality of the city’s current situation due to climate change. By investigating various water structures both ancient and modern on all the three islands that reflect political and social changes, she aims to question and bring to light different approaches and knowledge systems in order to secure a sustainable future for the islands, while raising historical consciousness about their past existence.
Marianne Fahmy lives in Alexandria, Egypt, and works primarily with installation and film. She deploys past and current narratives into potential futures that oscillate between fiction and reality. Through her video, photography, sculpture, and mixed media works, she takes on the role of a new historicist, using parafiction to deconstruct the social and political issues of the present. Her work has been presented at Sharjah Biennale 2023, 7th Yokohama Triennial (2020), Manifesta 13 (2020), Towner International (2020), Mediterranea 19 Young Artists Biennale (2020), Havana Biennale (2019), and Dakar Biennale (2018), “Alexandria” group show at MUCEM and Bozar Centre for Fine Arts, Brussels (2022).

Marianne Fahmy davanti al tempio di Antas, Fluminimaggiore, per la sua ricerca che intreccia architettura e gestione delle acque nella storia del Mediterraneo

Tonnara Su Pranu, Portoscuso

Grotte di Su Mannau

Pozzo di Santa Cristina, Paulilatino


Marianne Fahmy in visita al sito di San Salvatore di Sinis

Passeggiando tra le rovine di Tharros: l’antica città aveva ben tre edifici termali e tracce di un battistero di epoca tardoantica


Marianne Fahmy alle terme di Fordongianus



Marianne Fahmy al MACC di Calassetta per la presentazione finale

Storie Alternative Workshop di Marianne Fahmy, Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco In italiano la Storia con la S maiuscola e la storia personale di ognuno si scrivono e si pronunciano allo stesso modo. Il dialogo tra il patrimonio storico archeologico del museo e le nostre memorie personali o familiari è al centro del laboratorio tenuto dall’artista visiva Marianne Fahmy. I partecipanti al laboratorio hanno visitato il museo in un modo completamente nuovo, intessendo un rapporto con i reperti e la propria memoria, personale o familiare, attraverso gli strumenti dell’arte, come il disegno o la scrittura. L’artista ha seguito e guidato il percorso di creazione di queste Storie Alternative che insieme hanno creato una storia tutta nuova fatta di personaggi e avventure tra passato e presente. Questo laboratorio è organizzato in collaborazione con il Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco.







2 gennaio 2023, Art Gallé, Nouakchott
Conferenza: L’apporto degli artisti nella lotta contro le violenze sulle donne e i bambini
ArtGallé ha ospitato il primo incontro dedicato alle violenze di genere. L’artista visiva e attivista Amy Sow, il rapper Abda MC, la giornalista e attivista Houleye Kane e l’estetista Dado Bathily, moderati dalla sociologo e attivista Djeynaba Ndiome, hanno parlato della situazione legislativa del paese e della necessità di approfondire e ampliare la conoscenza sull’argomento. I relatori hanno parlato, dati alla mano, della vastità del problema e hanno aperto un dialogo con il pubblico. L’artista visiva Emiliana Sabiu ha parlato di Cherimus e del suo impegno per portare l’attenzione su queste problematiche sempre più urgenti nelle zone rurali della Sardegna e dell’importanza del riconoscimento da parte della Regione Autonoma della Sardegna di questo progetto.
“L’arte del combattere” mira a diffondere il dibattito sulla violenza di genere da Nouakchott ai villaggi più remoti della Mauritania attraverso incontri e laboratori tenuti da artisti e musicisti.



3 gennaio 2023, quartiere Toujounine, Nouakchott.
Laboratorio di pittura
Art Gallé e Cherimus sono stati accolti dalla signora Leila e dai giovani del quartiere Toujounine con il tradizionale tè alla menta. Il workshop tenuto da Amy Sow aveva lo scopo di rafforzare la consapevolezza sulla violenza di genere con un gruppo di ragazze e ragazzi tenuti dal team ArtGallé guidato da Amy Sow. Al termine dell’incontro i partecipanti hanno avuto l’opportunità (per molti di loro, la prima!) di cimentarsi con la pittura.







4 gennaio 2023, atelier di Sylla, quartiere Arafat, Nouakchott
Laboratorio di tinture naturali
Il signor Sylla ha tenuto un seminario sulle tecniche tradizionali di tintura dei tessuti nel suo atelier nel quartiere di Arafat, a sud di Nouakchott.









6 gennaio 2023, quartiere Riad, Nouakchott
Laboratorio tradizionale di creazione di bambole.
Laboratorio in collaborazione con l’Association pour La Défense de la Voix des Enfants en Mauritanie (ADVEM) che accoglie 120 bambini del quartiere e offre loro l’istruzione elementare. L’artista visiva e attivista Amy Sow ha parlato della sua pratica artistica e ha iniziato a sollevare alcune domande fondamentali sulla violenza e la consapevolezza di genere attraverso un seminario per costruire bambole tradizionali.







6-7-8 gennaio 2023, Ndiagu.
Il primo viaggio organizzato fuori dall’area metropolitana di Nouakchott è al centro di uno scontro politico tra le autorità locali. Il sindaco del villaggio dove si sarebbe dovuto tenere un incontro e un workshop rifiuta di incontrare ArtGallé e Cherimus e non concede spazi e sostegno, nonostante il pieno consenso delle autorità regionali. Le motivazioni addotte sono che nel territorio da loro amministrato non esisterebbe la violenza contro donne e bambini.






26 giugno 2023, laboratorio di Hawa Kassé, Boghé
Laboratorio di ceramica
A giugno, sei mesi dopo il primo viaggio, Cherimus è tornata in Mauritania per la parte centrale del progetto.
Dopo un viaggio di sei ore insieme al team di Art Gallé, abbiamo raggiunto Boghé, dove abbiamo incontrato Hawa Kassé che ci ha insegnato, a noi e a tutti i partecipanti al workshop, come realizzare vasi in terracotta. La famiglia Hawa è specializzata nella produzione di vasi, soprattutto quelli ancora utilizzati fa per conservare l’acqua. I vasi sono modellati a mano con materiali del posto e cotti in fossa. Anche se tutti i figli della famiglia collaborano al lavoro, Hawa spiega che i giovani non sono più interessati a imparare questo mestiere, che rischia quindi di andare perduto. L’artista Carlo Spiga ha realizzato alcuni coperchi per i vasi aggiungendovi piccole sculture di animali realizzate dai bambini, evocando elementi della statuaria nuragica.








26 giugno, 2023, Boghé
Laboratorio di costruzione e decorazione di panchine.
Nel cuore di Boghé c’è un’ampia valle in pieno centro abitato dove i bambini giocano e corrono. Per qualche mese all’anno quel bacino si riempie d’acqua e di pesci dal fiume Senegal, uno specchio d’acqua attorno al quale si raccolgono gli abitanti, spesso i bambini, fino a tarda ora, a osservare seduti a bordo della strada lo spettacolo. Art Gallé proprio in quel luogo ha organizzato un laboratorio per costruire e decorare panchine così da rendere più piacevole e sicura questa abitudine.
Bambine e bambini dei quartieri vicini si sono accalcati per colorare e personalizzare le nuove panchine che sono state subito utilizzate. Abbiamo affiancato Amy Sow e Umaar Ndiaye nella realizzazione dei laboratori facendo tesoro dell’esperienza fatta insieme nel progetto de “I giardini possibili”
The evening of the 26th of June we were honored by the visit of the music star Amadou Tamba Diop, that had dinner with us and sang a welcome song for Cherimus and ArtGallé team.

Amadou Tamba Diop (1950-2023), legend of “Leelé”, a traditional music from the region of Fouta
<< Amadou Tamba Diop était réputé pour sa parfaite maîtrise de ce genre musical, dont il était toutes ces dernières années le chantre, témoigne un communicateur traditionnel via WhatsApp.
Selon plusieurs sources, ”son nom était intimement lié à des célébrités comme Sidy Chérif de Thilogne et Samba Diop ‘’Leelé’’, qui passe pour l’un des rares artistes du Fouta à avoir son nom associé au genre musical pratiqué.
Selon un article du Quotidien paru en septembre 2022, ‘’le Leelé est un genre littéraire, poétique et musical des Haalpulaar (Toucouleurs) du Fouta Tooro, qui prend sa source dans la culture multiséculaire de cette région du nord du Sénégal et du sud de la Mauritanie’’ >> (APS, Agence de presse Sénégalaise)








26 giugno, 2023, Boghé
Conferenza “Voix des femmes”
Incontro con alcune donne della regione di Boghé, invitate a condividere le loro esperienze e difficoltà, e a partecipare ad un dibattito aperto sulla violenza di genere. È stato durante questa conferenza che una partecipante durante il proprio intervento ha chiesto: “Artisti, quale soluzione avete?”



3 luglio 2023, Alliance Francaise classroom, Ouadane
Laboratorio “Henna”
L’Henna (henné) è l’estratto di una pianta (Lawsonia inermis) usato sin dai tempi antichi per la decorazione di mani e piedi. In Mauritania questa pratica è tradizionalmente ad esclusiva delle donne di una singola casta, le uniche che possono fare queste elaborate decorazioni per la comunità. Per questo Amy Sow e Zaida Bilal hanno pensato di realizzare un laboratorio nel quale i bambini e le bambine di Ouadane si sentissero liberi di sperimentarla, attraverso i colori e la tela. Durante il laboratorio i disegni tradizionali mauritani si sono incontrati con i simboli sardi della cultura nuragica, dando vita a nuove combinazioni.
Piccola postilla: il laboratorio è stato ospitato in una delle aule dell’Alliance Francaise a Ouadane, dove campeggia una mappa della Francia, e nessun riferimento geografico né alla Mauritania né all’Africa intera.








3 luglio 2023, Ouadane
Laboratorio di costruzione e decorazione di panchine
A Ouadane, la sera porta sollievo dalle temperature arroventate del giorno. In uno spiazzo del paese, gli anziani si ritrovano tutti i giorni, seduti per terra nei tappeti tradizionali, per chiacchierare, bere del the e giocare a dama, mentre i bambini scorrazzano intorno. Dal confronto fra Zaida Bilal e Amy Sow, è nata così l’idea di costruire, colorare e installare tre panchine, che renderanno quel luogo più confortevole specialmente per le persone più anziane. Durante i laboratori Cherimus e Art Gallé hanno potuto confrontarsi sulle metodoIogie adottate e i bambini hanno avuto l’occasione di sperimentare ancora la pittura, e di toccare i colori, non fosse che per una volta in vita loro, ci dice Amy





July 2-3-4-5, 2023, Auberge Vasque Chez Zaida, Oudane
“La libertà non te la dà nessuno, te la devi prendere” ci dice Zaida Bilal, il nostro partner a Ouadane.
È così che contro tutto e tutti ha messo sé stessa al centro e ha trasformato la sua vita e quella della sua comunità: partendo da zero, da sola, è riuscita a costruire il suo albergo ”Auberge Vasque Chez Zaida” a Ouadane. Più che un albergo un centro culturale e di incontro. Zaida porta ospiti e artisti nel deserto a bordo del suo fuoristrada e nel frattempo promuove un nuovo modello economico e sociale, spinge per l’empowerment delle donne del territorio, combatte il loro sfruttamento.
Nelle immagini guida noi di Cherimus e di Art Gallé nell’ “Occhio del deserto” e ci spiega la geografia di questo impressionante monumento naturale.



Il secondo ciclo di residenze di «Community Between Islands» si intitola «Woven by the Currents» (Intessuti dalle correnti) e ha avuto come protagoniste tre artiste: Dania Shihab, compositrice nata in Iraq (vive e lavora tra Spagna e Australia), la videomaker Sarah-Anaïs Desbenoit (Francia) e l’artista visiva Amalia Vargas (Corsica).
Partendo da Syros in Grecia (6 – 15 maggio), hanno fatto tappa a Perdaxius in Sardegna (16 – 26 maggio), prima di raggiungere la Corsica (27 maggio – 11 giugno).
A Perdaxius, Domusnovas e Carbonia hanno condotto laboratori ispirati alla loro ricerca sui miti, sulla figura femminile, sull’ecologia e sui temi dell’immigrazione, profondamente radicati nel contesto mediterraneo.
Una presentazione finale svoltasi alla Casa del popolo di Carbonia ha permesso al pubblico di scoprire la loro ricerca e il processo di realizzazione delle loro nuove opere.
Al termine delle 5 settimane di residenza si è svolta una restituzione al pubblico nella forma di una mostra allo spazio Una Volta, Bastia (Corsica).
I dieci giorni in Sardegna sono stati davvero intensi. Le artiste Sarah-Anaïs Desbenoit (video artista), Dania Shihab (compositrice) e Amalia Vargas (artista visiva) hanno viaggiato per il Sulcis-Iglesiente da Sant’Antioco a Domusnovas, da Funtanamare a Montessu, raccogliendo oggetti, immagini, suoni e storie.
Hanno incontrato musicist3, ingegner3, student3 e hanno aperto la loro pratica artistica alla condivisione, al dialogo con le comunità locali, anche attraverso workshop e presentazioni nelle scuole e nella Casa del Popolo di Carbonia, negli spazi dell’Associazione Elda Mazzocchi Scarzella di Domusnovas e nei boschi intorno a Perdaxius.
Un grazie speciale a Francesco Capuzzi, Matteo Leone, Brahim Khamlichi, Emilia Brunoro, Marinella Pintus, Pietro Sabiu, Istituto S. Satta (Carbonia) e Ottovolante Sulcis (Sant’Antioco).
Sarah-Anaïs Desbenoit
This project explores the myths and beliefs engendered by landscapes.
Within the three islands, I’d like to meet with locals to learn more about the stories and myths that relate to the landscapes that surround them. With a particular focus on stories about women.
I’d also like to learn more about the symbolism of the places within the territories where we’ll be staying.








Dania Shihab
The project intends to catalogue sounds from the Islands, from a uniquely immigrant perspective. How does one perceive sounds in an entirely new environmental context? How does a stranger, being an involuntary flâneur in a foreign land, create a sonic map of a new terrain? I’m interested in how virgin sounds relate with those nostalgic vestiges of an abandoned homeland, in creating a new hybrid soundscape. I plan to capture these sounds, using a variety of recording techniques to create a final long form electroacoustic composition, using field recordings, live audio manipulation from found objects, voice and organic instrumentation.








Amalia Vargas
Ecume des flux
Characterised by a certain ambiguity between the ancient and the modern, the three
islands hosting the residency evoke sculptural forms that emerge from objects present on
each territory. Which objects do Syros, Sardinia and Corsica have in common? Plastic
residues washed ashore by the waves may point a way. In the course of my three
voyages, The artist gathered found objects and, taking inspiration from the traditional forms
and architectures of the islands (such as caryatids or balusters), create an archaeology/
archive of our time.













