Isuleddas

Oggi siamo tutti delle isolette, come quelle vignette dei naufraghi nella settimana enigmistica, con al posto della proverbiale palma l’antenna del modem o il cellulare.

Oltre il bagnasciuga di ognuno di noi c’è un oceano di strade vuote pattugliato da morbide e fluttuanti scatoline di DNA, pronte a mangiarci vivi.

Siamo diventati delle minuscole isolette e siamo dispersi ovunque. Chiusi in ville o monolocali, soli soletti o con qualcuno, stretti in città o campagne, lungo una strada, dentro una cella, in una tenda, dietro a un registratore di cassa di una farmacia o di un supermercato, dietro una mascherina in ospedale, isolati in un letto sperando vada tutto bene, nell’abitacolo di un camion con la radio a palla.

Il mondo è ritornato a essere gigante, dalla biglia che era. La geografia è cambiata. Dogmi e certezze sono venuti giù come un castello di carte. Noi però ci siamo ancora, frastornati, separati dal mare grosso.

Isuleddas nasce per raccogliere alcuni dei messaggi in bottiglia provenienti da questa eccezionale moltitudine di nuove isole e isolette.

Isuleddas è uno spazio di condivisione di idee, pensieri, immagini, suoni, per stringerci tutti insieme in un arcipelago, raccontare qualcosa nella nostra isoletta, inventare nuovi nomi e codici di rappresentazione in un mappamondo tutto da rifare.

#Isuleddas comincia il 6 aprile con il progetto #LeIsoleFantastiche, in collaborazione con AMACI.

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