L’antenna di Bisu TV all’inizio comincia a captare segnali debolissimi.
Un disegno.
Una frase detta sottovoce.
Una passione.
Una canzone preferita.
Un animale del cuore.

Gli artisti aiutano a orientare l’antenna: a poco a poco il segnale si fa più nitido. Non serve spiegare tutto, né essere abili con le parole. Ogni linguaggio va bene. Non siamo più a scuola anche se ci circonda la classe. Regole cambiate: si può sbagliare, anzi l’errore è prezioso. Non ci sono voti, conseguenze, giudizi di sorta. Ogni frase, ogni disegno, ogni sorriso, è un’onda.

E alla fine tutte queste onde trovano posto sulla lavagna, ancora con il gesso, vecchia maniera.
Ogni nome è associato a qualcosa che il giovane studente ha voluto condividere.
Tutto è più chiaro. Esempio:

Questa lavagna è il punto di partenza, il campo base. Da quei primi segnali, ancora deboli, nascono le idee, i gruppi di lavoro e, poco alla volta, le storie. Quelle storie diventano racconti, dialoghi, costumi, scene, riprese. Diventano cortometraggi, videoclip, schegge video, frammenti del proprio mondo.

Nella galleria di immagini che seguono ripercorriamo in ordine sparso le attività che hanno portato alle riprese del primo corto realizzato.

Il primo cortometraggio “Palla al centro”, noto anche con il titolo “Vai che ci sei!”, è stato il risultato di un anno di lavoro con una classe della scuola media di San Giovanni Suergiu. In classe si sono avvicendati artisti visivi, costumisti, musicisti, fotografi, registi, trasformando l’aula e la scuola in uno studio di produzione. La stessa classe è stata protagonista anche della realizzazione di un secondo corto “Geomax”. Parleremo di questi e di altri cortometraggi nei prossimi post!