I limoni di lana esistono. Ne ho visto uno a Is Meis e a quanto pare tutto ha avuto inizio da lì. Ma non corriamo troppo. L’ anno scolastico a cavallo tra il 2025 e il 2026 ha visto tant3 e tant3 artist3 di tutte le discipline in azione nelle scuole del Sulcis. A nominarl3 tutt3 ci vuole un paragrafo ma proviamo a farlo! In ordine sparso:

Francesco Medda Arrogalla, Elia Longu e Francesco Portas (Trigariu), Valucre, Luca Carboni (Oreri), Gioia Matta, Laura Ennas, Martina Celani, Daniela Fiabol, Daniela Cimino, Annapina Buttiglieri, Stefano Farris e Raimonda Mercurio (Antas/Quinte Emotive), Roberta Soldi, Matteo Rubbi, Marco Salaris.

Potrebbe sembrare una di quelle liste da comunicato stampa di una mostra particolarmente grossa, da manifesto 6mt x 3, ma invece no, è stato un impegno di mesi e mesi e mesi nelle scuole del Sulcis, dove l3 Artist3 hanno creato cose meravigliose insieme a più di 100 giovanissim3 student3. 

Una brulicante comunità artistica, che prima non esisteva, ha preso forma, una forma libera, aperta, sinuosa, indefinita in senso buono, come gli spazi aperti che fino al giorno prima non hanno alcuna destinazione e che ora all’improvviso le hanno tutte. Questione di sguardo.

Negli spazi interstiziali di un fitto calendario scolastico sono venute fuori storie, a stormi volteggianti. Alcune di queste da orali sono diventate scritte, anche giocando con vecchie ma mai stanche tecniche d’avanguardia (leggi dadaismo, lettrismo, fluxus), alcune sono rimaste orali, fresche di improvvisazione e accompagnate organicamente con suoni altrettanto inaspettati. Alcune storie sono nate in forma di disegno, a partire da personaggi e trame note (come il Lupo e Cappuccetto Rosso nella rivisitazione a 360° della storia da parte di Fiabol, o la gabbianella Fortunata e il gatto Zorba) altre creando di sana pianta un intero mondo (l’elefante Banana e il mondo sotterraneo di Villaserpentuccio). 

Nell’intreccio tra discipline diverse e dalla loro interazione hanno preso forma lavori corali dove il guizzo individuale è visibile e sempre destrutturante. Videoclip, cortometraggi, piece teatrali, performance, canzoni, pubblicazioni e tanto altro tracciano un’immagine diversa da quella che caratterizza il Sulcis dall’esterno nelle classifiche dei quotidiani nazionali. Non un territorio immobile, depresso o ancestrale, ma arrembante, dove tutto è possibile e immaginabile e mai fermo, dove il futuro è domani, dietro l’angolo.