La collaborazione con l’ISS “Beccaria – E. Loi” di Carbonia e Sant’Antioco ha portato alla realizzazione di 9 cortometraggi scritti e spesso interpretati dagli studenti, sotto la guida del regista Stefano Cau assistito dall3 artist3 Martina Celani, Francesco Portas, Emiliana Sabiu e Roberta Soldi.

Il percorso è stato caratterizzato da sessioni di ascolto dei ragazzi e di introduzione alle arti cinematografiche. I punti di partenza sono state le passioni dei ragazzi, cosa succede nel loro tempo libero, quali sogni coltivano tutti i giorni.
Non è stato semplice. L’adolescenza è un momento di trasformazione profonda, dove certezze prima solide vengono meno davanti ad un divenire incontrollato di sé. Aprirsi, raccontarsi, equivale a esibire una vulnerabilità, dei propri punti di insicurezza. Per questo i corti di questo progetto sono preziosi: perché ci offrono frammenti di mondi solitamente preclusi, inaccessibili agli adulti e alle loro aspettative rigide e codificate: ci sono indizi, crepe attraverso le quali è possibile scorgere, più che lampi di ambizione individuale o la descrizione del “proprio sogno”, l’importanza del lagarsi con gli altri, dell’amicizia, del far le cose, o dar forma ai sogni insieme. Anche nel corto “distorsione laterale al malleolo dx” dove il protagonista bloccato da un infortunio spera di ritornare presto a giocare, emerge l’importanza di non essere escluso dalla squadra, il disagio derivante dal restare a guardare gli altri che giocano.

Un altro importante aspetto toccato dai corti è il rapporto con il territorio, in special modo con il mare e la pesca, pratica di pazienza, attese e silenzi. Anche qui, non in solitudine. Passioni e sogni si coltivano insieme, dalla costruzione di uno sparapatate, ai giri spensierati con i motorini, alle sessioni di prove musicali di un gruppo appena nato. Non è tuttavia possibile ridurre tutto a questa formula retorica. Nel corto “Libertà” l’esplorazione solitaria della natura si contrappone ad immagini di lavoratori inquadrati nelle catene di montaggio, o di casse di un supermercato in piena attività: in questo caso gli spazi delle relazione umane vengono descritti come griglie rigide, normate. In “Improvvisazione”, il protagonista si trova a fare un lavoro di pulizie da solo perché l’amico non ha voglia di aiutarlo e se ne va spazientito.

Queste 9 schegge delineano un’immagine del Sulcis che rompe il racconto romantico e oleografico del mare, delle spiagge, del passato ancestrale o minerario e ci offre piccoli spiragli di realtà. Una boccata d’aria.