Si è concluso a Perdaxius il progetto Happy April for Senegal, uno scambio culturale fra i bambini di Perdaxius e quelli di Dakar.

Cosi ne ha parlato la rivista DAKAR, the original Senegal. Colture and lifestyle.

“…di ritorno dallo studio, siamo agli ultimi giorni, il cortile di Ker Thiossane pullula di piccoletti che scorrazzano a piedi nudi fra chiodi, pezzi di pelle animale sanguinolenti, mosche e insetti vari, lattine, fili di ferro et similia. A capo dei gruppi – indistinguibili – di lavoro ci sono Amadou e François. Il laboratorio prevede la costruzione di strumenti tipici senegalesi, da donare ai bambini sardi, i quali hanno costruito strumenti sardi per i senegalesi. Uno scambio. Anzi, in verità un delirio, una bolgia incasinatissima, ma a guardar bene si capisce che le bambine, sotto la guida di François) costruiscono degli strumenti che si chiamano “Satonge”, anche se qui ognuno li chiama in un modo differente (come molte cose in Senegal); di fatto sono lattine in cui si pratica un buco e ci si infila un bastone in legno flessibile, al quale è fissata una corda (questi sono fili di ferro) annodata all’altro capo allo stesso barattolo. Dciamo una chitarra monocorde. Infatti qualcuno lo chiama “xalam”, che poi è la chitarrina tradizionale senegalese. Insomma le femmine stanno su quei lavori lì. I maschi invece, ah i maschi. Amadou, seduto su uno sgabello millimetrico, lui che sarà uno e novanta, a mani nude, con un chiodo fra le dita, pratica decine di fori nei vasetti di latta. Poi prende le pelli (che qualche giorno prima aveva acquistato al mercato – con un Marco Colombaioni esterrefatto n.d.r. – ancora grondanti di sangue, per metterle ad asciugare sotto sale) e le annoda con filo di ferro ai barattoli e poi tira il filo, per accordare i tamburi, meglio, i “tam-tam” artigianali. Si improvvisano concerti in duo e trio, si corre in giro e sopra chiodi e fili di ferro e mosche e così si tira sera, con i tam-tam ad asciugare al tardo sole”.