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DARAJART, residenza per artisti a Kibera

Darajart: Artist in residence program

Curato da: Cherimus in collaborazione con  AMANI

 

Darajart è una residenza per artisti, curatori e scrittori di livello internazionale che prende vita nel cuore delle baraccopoli di Nairobi.

Obiettivo della residenza è esplorare il contesto periferico delle baraccopoli, entrare “in punta di piedi” nella quotidianità della gente che le abita, osservare e cogliere gli stimoli in grado di riflettersi sulla ricerca artistica e curatoriale.

Darajart è dunque un luogo d’arte, di ricerca e d’incontro dove realizzare progetti e sperimentare idee innovative, organizzato in collaborazione con FARE e la sua rete internazionale di residenze artinresidence.it.

Il progetto nasce da una visionaria idea di Marco Colombaioni, co-fondatore di Cherimus, che dopo un’esperienza di volontariato con Amani ha sentito fortemente l’influenza dell’Africa nella sua produzione artistica.

Darajart in kiswaili significa ponte: un ponte che alimenta l’idea di un possibile incontro fra il mondo dell’arte e la vita pulsante di Kibera a Nairobi, in Kenia. Progettava di invitare artisti provenienti da diverse discipline (musica, scrittura, cinema, arti visive), a vivere e lavorare nella più grande baraccopoli dell’Africa Sub-Sahariana, perché l’arte era la sua chiave per edificare ponti. La chiave naturale per un dialogo che va oltre la reciproca conoscenza o la condivisione, e che fa di tutti questi valori una visione, un’immagine che aggiunge ad un dialogo in atto una terza voce inaspettata, nuova, qualcosa che cresce incontrollato, che si propaga, e che tende ad unire e a rimoltiplicare. In questo senso il progetto Darajart non ha tanto le caratteristiche tipiche della residenza d’arte quanto quelle di un incontro inaspettato.

Darajart ha un programma annuale suddiviso in due/tre soggiorni.
Due artisti, di cui un africano/keniano, partecipano al progetto e risiedono in uno dei centri di Amani per due periodi di massimo tre mesi ciascuno nell’arco di un anno, durante i quali sperimentano e indagano le attività di Amani e le caratteristiche del territorio anche in collaborazione con i centri di produzione culturale di Nairobi.
Durante il periodo di residenza sarà invitato un visiting professor che per due settimane circa lavorerà con gli artisti in residenza e in connessione con i centri culturali di Nairobi. Durante il soggiorno del visiting e degli artisti saranno organizzati workshop e seminari.

 

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Darajart Artist in residence

Curated by Cherimus, in collaboration with AMANI NGO

Darajart is a residence for internationally-renowned artists, curators and writers, which takes place in the heart of Nairobi’s slums.

The aim of residency is to explore the ‘peripheral’ context of the slums; to enter ‘on tiptoe’ into the daily life of the people who live there; to observe and seize those inputs that could be appropriated by artistic and curatorial research.

Darajart is a site of artistic research and encounters where new projects and ideas can be realized and experimented. It is organized with the collaboration of FARE and its international network of residences (‘artinreisdence.it’) and it is curated by Cherimus.

The project is born from a visionary idea by Marco Colambaioni, co-funder of Cherimus. After working in Africa as a volunteer for Amani, Marco’s artistic production was profoundly influenced by the energy of this continent.

In the Kiswaili language, Daraja means ‘bridge’: a bridge for a possible encounter between the art world and the pulsating life of Kibera in Nairobi, Kenia.

He was planning to invite artists working with different media (music, writing, cinema and visual arts) to live and work in the largest slum of Sub-Saharan Africa, as art was the ‘key’ he used to build bridges. This key allowed him to imagine a dialogue that would go beyond mutual knowledge and sharing and that would transform these values into a vision – an image capable to add an unforeseen, new voice to an ongoing dialogue; something that would grow wildly, propagate and seek to unite and multiply. In this respect, Darajart does not have the characteristics peculiar to most art residencies, but looks more like an unexpected encounter.

Darajart has a yearly programme articulated in two or three residencies.

Two artists – one of which is Kenyan or African – take part in the project and live in one of Amani’s centres for two periods of up to three months each in the space of one year. During their stay, they experiment and explore the work of Amani and the characteristics of the local territory, possibly with the collaboration of other cultural centres in Nairobi.

 

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