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La Biblioteca Fantastica diventa una mostra al Man di Nuoro

 
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“La Biblioteca fantastica” un progetto cominciato nel Sulcis e trasformato in una mostra
Dal 14 giugno al 18 agosto al MAN, Museo di Arte di Nuoro
a cura di Emiliana Sabiu
con Yassine Balbzioui, Simone Berti, Andrea Bocconi, Guido Bosticco, Vincenzo Cammarata, Andrea Canepari, Derek Maria Francesco Di Fabio, Stefano Faravelli, Michele Gabriele, Daniella Isamit Morales, Marcos Lora Read, André Raatsch, Matteo Rubbi, Carlo Spiga e Jonathan Vivacqua.
La biblioteca fantastica è conoscere 76 ragazzi di sei paesini del Sulcis, invitare 12 artisti e musicisti a lasciarsi trascinare dai ragazzi. Abbandonare idee precostituite, trasformarle, farle crescere. Accettare la crisi e il dubbio come parte del gioco, come il primo passo da cui poi ricostruire qualcosa che non è più solo proprio. Lo shock della condivisione e della trasformazione di un’idea che parte da un ragazzo di dodici anni, passa attraverso la testa di un artista, fluisce fuori e rimbalza ancora.
Mettere a confronto culture diverse, creare incontri, esplosioni, ondate.
Mondi rom, arabi, wolof, caraibici, concentrati in 6 biblioteche di sei piccoli paesi sulcitani. 6 biblioteche di un angolo di Sardegna come sei sale di proiezione di Manhattan o Berlino. Percussioni senegalesi, travestimenti impossibili fatti di carta e sacchetti che portano su Marte, racconti pieni di suspance e di amore, sospesi fra mondi reali e immaginari, disegni, collage e marionette: tutto costituisce materiale per narrare storie, per narrare di sé.
Dal 14 giugno al 18 agosto il MAN invita gli artisti che hanno partecipato alla biblioteca fantastica a raccontare, attraverso le loro opere, l’incontro con i ragazzi del Sulcis e con le loro infinite storie.
IL PROGETTO
Marcos Lora Read dalla Repubblica Dominicana, Yassine Balbzioui dal Marocco, Kilap Gueye e Pape Thiam dal Senegal, André Raatsch dall’Ungheria, Daniella Isamit Morales dal Venezuela, affiancati da Simone Berti, Michele Gabriele, Matteo Rubbi, Carlo Spiga e Jonathan Vivacqua, hanno lavorato con i ragazzi delle scuole medie di Masainas, Villaperuccio, Santadi, Piscinas, Giba e Perdaxius nelle rispettive biblioteche nel corso di quattro workshop, a cominciare dal novembre del 2012 fino a febbraio 2013.
Il loro lavoro è stato poi valorizzato e formalizzato in due laboratori aggiuntivi tenuti da un artista, Stefano Faravelli, e uno scrittore, Andrea Bocconi; un fotografo, Vincenzo Cammarata e un regista, Andrea Canepari, tutti docenti della “Scuola del viaggio”, altro partner speciale del progetto.
Sono così nati 4 film corti, basati sulle storie inventate dai ragazzi durante l’anno, interpretati da loro stessi o da marionette che hanno plasmato sotto la guida di Faravelli.
I film sono stati girati per lo più nelle biblioteche, gli elementi scenici sono spesso rappresentati dai libri e alcune scene delle storie narrate si svolgono proprio fra gli scaffali. I 4 corti troveranno un proprio percorso anche nei canali tipici del cinema (festival e rassegne), sempre nell’ottica di valorizzare il progetto, il processo di realizzazione e i luoghi in cui esso è nato, ma – insieme al resto del materiale prodotto nell’anno, come disegni, manufatti, marionette, scenografie, racconti, etc. (alcuni di questi si possono vedere nel sito del progetto, www.bibliotecafantastica.it, realizzato da Derek Maria Francesco Di Fabio) – saranno presentati in diverse occasioni in tutto il Sulcis durante l’estate. Alcuni elementi del progetto hanno già avuto una presentazione in anteprima al cocktail di inaugurazione della Biennale di Venezia, grazie ad una performance di Matteo Rubbi (invitato per l’occasione dalla GAMeC di Bergamo), che ha dedicato proprio al sulcis il suo lavoro.

 

LA MOSTRA

Tutti i lavori presenti sono stati pensati e realizzati per questa occasione.
L’insieme dei lavori vuole riuscire a trasmettere lo spirito e il rapporto speciale che si è creato nel corso del progetto.
Sul muro di ingresso della mostra, quasi come un manifesto, il testo di Andrea Bocconi e Guido Bosticco riassume e trasfigura le storie di tutti i film in un unico racconto inedito.

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Entrando sulla destra, le stampe tratte dal carnet de voyage di Stefano Faravelli ci introducono con delicatissimi acquerelli nel mondo fatato del Sulcis: i monti con le leggende dei vecchi, gli animali mitologici, le spiagge incontaminate. Le immagini sono accompagnate dal testo Cacce fatate, sempre opera di Faravelli, che ripensa ad alcuni racconti sentiti durante il suo viaggio. Il testo si può leggere qui.

IMG_0156 (Foto di Vince Cammarata FOS)

Superato l’ingresso della mostra si entra in un ambiente magico e giocoso, in cui tutti i materiali realizzati nei laboratori con i ragazzi sono stati ripresi e ripensati dagli artisti. Così Simone Berti fa galleggiare le marionette e gli oggetti di scena utilizzati per girare i quattro film in una sorta di carosello acquatico, in una vasca fatta di libri in cui tutti i personaggi si inseguono nelle loro barchette.

IMG_6797-ModificaIMG_6869 copyIMG_6862-2 (Foto di Giovanni Giaretta)

Uno dei libri che costruiscono la vasca di Simone Berti è il lavoro di Marcos Lora Read, che da sempre nella sua prassi artistica trasforma libri abbandonati e obsoleti in nuovi oggetti, e che ha prodotto per questa mostra una nuova opera.

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Dietro la fontana di Simone Berti è visibile il video “Tre alberi della Sardegna” di André Raatsch, che prende spunto da un disegno realizzato nel primo giorno di workshop da uno dei ragazzi.

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(Foto di Giovanni Giaretta)

La morbida palla sonora di Jonathan Vivacqua, costruita con le stoffe e gli strumenti musicali utilizzati durante i laboratori, rotola tra i lavori esposti mentre Yassine Balbzioui presenta tre acquarelli che descrivono alcuni momenti dei workshop tenuti nelle biblioteche.

IMG_6939-Modifica-2IMG_7077-2IMG_6702-Modifica-2(foto di Giovanni Giaretta)

Daniella Andrea Isamit Morales, partendo da frasi raccolte dai ragazzi crea una lingua inesistente conciliando il Sardo-Campidanese con lo Spagnolo -Venezuelano (con il supporto di Ivo Murgia) e inoltre realizza un video che racconta il “backstage” di un anno di progetto.

IMG_6778-2IMG_7042-2 (Foto di Giovanni Giaretta)

 Il lavoro di Michele Gabriele “Lorenzino” è una stampa su PVC lunga 5 metri che si ripiega su se stessa e separa il primo ambiente della mostra dal secondo. L’immagine è la rielaborazione di una fotografia scattata durante uno dei workshop, che viene trasformata in una gigantografia flessibile, ritratto di uno dei ragazzi partecipanti, ma anche dell’artista.

IMG_6714Crasty (foto di Giovanni Giaretta)

Parte centrale della mostra sono i trailer dei quattro cortometraggi realizzati da Andrea Canepari e Guido Bosticco. I trailer intervallano i cortometraggi integrali, girati dai ragazzi durante il progetto, che possono così perfettamente integrarsi nel percorso espositivo.

TRAILER SANTADI from cherimus on Vimeo.

Di questi quattro film, Vincenzo Cammarata e Guido Bosticco hanno realizzato le locandine , visibili negli espositori all’ingresso del museo e nella sala video al primo piano. Inoltre questi manifesti sono stati distribuiti per tutta la città durante il periodo di apertura della mostra. Le locandine possono essere acquistate all’ingresso, al prezzo dei normali poster cinematografici

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(Foto di Vince Cammarata FOS)

Carlo Spiga ha allestito una vera e propria sala cinematografica per la visione dei film: grazie alla collaborazione dei  bar e dei caffè della città di Nuoro ha raccolto le sedie con cui ha trasformato lo spazio della proiezione dei video in una piccola sala cinematografica.

IMG_7068-ModificaIMG_7006 (foto di Giovanni Giaretta)

Derek Maria Francesco Di Fabio ri-allestisce la scena finale di uno dei film, l’incontro fra l’astronauta russa Kila Babusky e l’alieno Gabril fermando l’attimo che precede la loro separazione. Con i disegni dei ragazzi realizza delle sculture sospese che riflettono le luci della mostra.

IMG_6964-2IMG_6959-2IMG_6766-2IMG_7093-2 (foto di Giovanni Giaretta)

Tutta l’illuminazione della mostra, proviene dal lavoro Sulcis Oddity, di Matteo Rubbi. Rubbi utilizza i resti degli stendardi dedicati ai sei paesi del Sulcis che hanno partecipato al progetto e che aveva precedentemente esposto in una performance all’inaugurazione della Biennale di Venezia, per realizzare delle insegne luminose, già “vissute” ed esposte alle intemperie. Come se la luce del progetto provenisse dai paesi.

IMG_7100-2 IMG_6775-2 IMG_6726-Modifica-2 IMG_6680-Modifica-2IMG_6683-2IMG_6802-2 (foto di Giovanni Giaretta)

 
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